Il filtro Internet del Decreto Romani non serve

Il filtro Internet del Decreto Romani non serve – PC World Online

Il filtro Internet del Decreto Romani non serveProprio quando si discute molto della libertà di Internet e di poter sfruttare la Rete nella piena autonomia assicurata dai suoi sviluppatori nel corso degli anni, soprattutto dopo i recenti casi che hanno fatto molto discutere, come la censura in Cina o in Iran, e gli accorati appelli di Hilary Clinton perché l’autonomia del web venga rispettata, nel nostro Paese si cerca di introdurre una misura che certo non va nella direzione migliore per assicurare la libera circolazione delle idee e degli utenti su Internet.

Addirittura, secondo il presidente dell’Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni, Corrado Calabrò, l’Italia è il primo Paese occidentale che cerca di introdurre delle misure in qualche modo censorie nell’utilizzo del web, per quanto sia corretto pensare a una soluzione per governare la materia complessa della Rete in modo che non sia possibile sfruttarla per operazioni illegali o con scopi diffamatori.

Secondo Bruno Murgia, il deputato PDL che si è levato contro le norme in discussione in Parlamento relative al Decreto Romani, è giusto fare in modo che si ponga fine a operazioni come quella che hanno dato vita a gruppi sui social nertwork che arrivavano addirittura a inneggiare la morte di qualcuno, ma per fare questo basterebbe semplicemente applicare le leggi vigenti, senza per questo dover impostare dei filtri sui contenuti in circolo nel web, operazione che assomiglierebbe troppo a una sorta di censura istituzionale dei liberi contenuti e delle libere idee proposti sulla Rete mondiale.

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